A diciotto anni (e qualche mese)
ho comprato due mazzi da poker di mordillo
e ho imparato a fare le carte.
Ero brutta, scontrosa, e introversa
complessata sensibile timida,
orrendamente malvestita.
Abitavo in provincia
da genitori ansiosi
una vita di casa
libri, planet rock, e dischi che non trovavo.
Volevo andarmene, perché lì ero diversa
ero una sfigata, una dropout -
e basta.
Ho imparato a fare le carte
mandando a memoria pochi segni
guardando in faccia le persone
rubando le risposte
dentro le loro stesse domande
succhiando via confessioni amicizia
e segreti.
Con le carte, ho imparato il potere
di come il loser diventa l'eroe
e un fiore da tapezzeria,
una splendida,
insostituibile
Reginetta della festa.
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27/03/08
DUE O TRE COSE CHE SO DI ME
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