Faccio foto, tutte ugualmente brutte, alternando i mezzi che la tecnologia provvede- il cellulare, quando la gente mi guarda male, sulla U-bahn, quando mi vergogno;
la ftc digitale, quando mi sento rilassata, turista, e ho bisogno di più spazio.
Il cammino verso casa è rilassante, c'è un po' di ghiaccio, la stanchezza dei festival e la bellezza di Berlino.
A stunning beauty, dicono gli inglesi che sono qui in massa.
I film sono molti, troppi troppo brutti; le star poche, ma poi chi se ne frega.
Faccio pausa e mangio un bagel, saluto amici, mi faccio foto.
Sì moltissime, perché sono stupidina e vanitosa, e perché così divento una star e volo (tipo dopodomani insomma) a Hollywood e ottengo fama e soldi e poi muoio di overdose in qualche motel in Arizona.
A giusto proposito, oggi ho fatto la prima intervista (da intervistata) della mia nuova carriera.
Signori, per Al Jazeera- da trasmettere su Sky, di cui già mi vorgogno, in cui non ho detto le cose che volevo dire- ma ci ho pensato dopo.
Melrose aspettami, una settimana (dai facciamo due) e arrivo.
Parole Chiave: fotografie, berlinale, potsdamer, platz, bagel






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