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27/12/06

LE RICORRENZE (ARITMICHE) DEL CUORE

Un Natale di pilotini impazziti,
forse cresciuti, piloti che vanno, vengono,
e a volte ritornano.

E io, a segnare con sempre maggiore nettezza i confini di quello che so che non voglio più- i part-time affettivi, il disimpegno emotivo, quel precariato che a lavoro accetto- che nella mia vita non deve trovare posto.

Eppure mi turbano in qualche modo le ricorrenze, e le loro turbolenze, le loro dolcezze, le sorprese che, innegabilmente, scavano negli archivi del cuore.
Per ritrovare l'odore di certi accadimenti (dieci anni dopo), e le condizioni del loro essere.
Che potrebbero, finalmente, verificarsi: ma ormai non sono più.


A sera, faccio la telefonata- quattro minuti e mezzo che hanno il prezzo carissimo di mesi di training- dopo troppi tentativi a vuoto e il desiderio di smettere.

Come al solito, non smetto mai: ma so di aver fatto la cosa più giusta.
Almeno per me.



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