E raschio distrattamente fra le cartelle dei documenti,
trovo un pezzo di me- messo da parte, incompiuto nell'entropico sperpero di tempo a cui sono così comodamente adusa-
racconta di altri giorni e di com'ero forse prima, ma mi piace come lo dice.
Lo leggo, lo rileggo, lo trascrivo.
[...]
Anni ed anni di gioie e complimenti, non butti la sua intelligenza.
Non sprechi i suoi talenti.
I miei talenti. Schiacciati sui bastioni di un ristorante americano in una città alcolica e impassibile, il mio grande continente degli affetti fallimentare e asciutto.
La giustizia trionfante, come non l’avevo mai vista, che mi consegnava le chiavi del mio insuccesso e la valigia e il biglietto d’aereo, consigliandomi la pacificazione e un felice ritorno a casa.
Silenzio.
Neanche una foto del mio bel Kasper, della sua finestra stuen hojre con la piantina fiorita e la bandierina danese, e tutto il must del luogo mi aveva riempito le casse di risonanza oltre la più insperata o inaspettata sopportazione.
Le belle pareti bianche dell’aeroporto, scale mobili, tapis roulants. Le nuvole del pieno luglio, poche idee, ma molto confuse. [...]
La Giulia di Italiensk for begyndere dice: "Oh, Santa Vergine, ma perché sono così brutta e stupida?", e a me non torna su neanche l'odore della Støre København, frikadeller, e burro, e pane nero di forno.
Vorrei portarlo avanti, il mio racconto.
Ma mi areno, faccio altre cose, butto via il tempo.
Sul lettore c'è: Alice in Chains // Would
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11/10/06
"OH SANTA VERGINE, MA PERCHÉ SONO COSÌ BRUTTA E STUPIDA!"
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